La scorsa settimana, l’Avv. Rosamaria Bevante ha preso parte al Legal AI Summit – evento organizzato da Doctrine Italia e presentato dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano Antonio Lumia – intervenendo nel dibattito sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella pratica legale.

Nel corso del suo intervento, l’Avv. Bevante ha sottolineato come l’utilizzo dell’AI nell’esercizio della professione forense presenti oggi aspetti controversi ma anche di come un approccio responsabile e critico dello strumento digitale possa rappresentare un’opportunità di crescita per gli studi legali, migliorandone l’efficienza e  la qualità del servizio

Una trasformazione epocale rispetto alla quale la professione forense, ed in particolare l’Ordine di Milano ha assunto una posizione consapevole e strutturata.

Centrale nel dibattito è stato il tema della responsabilità dell’avvocato: l’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale non può, infatti, prescindere dal rispetto  dei principi deontologici che regolano l’esercizio della professione che devono essere alla base della gestione e dell’implementazione del processo innovativo.

In tale contesto, l’AI si configura come un fattore che consente e promuove la valorizzare delle competenze professionali acquisite e di generare un vantaggio competitivo in un’ottica di miglioramento costante del servizio reso ai propri clienti dall’avvocatura.